giovedì 20 giugno 2013


Ristorante Pizzeria Filieri, a Santa Maria al Bagno (Le)
Mi avevano detto in molti che la cucina salentina è ottima ma mi era sempre mancata l’occasione di provarla sul posto.
Parto, però, da una seconda considerazione, cioè quanta cortesia ho trovato fra i salentini. Davvero cordiali e gentili, estremamente disponibili, tanto da lasciare stupiti. Come quando ho chiesto informazioni a un signore, ancora seduto nella sua auto, appena parcheggiata, e lui, prima ancora di provare a indirizzarmi verso la meta, mi ha direttamente accompagnato sulla via giusta percorrendo alcuni chilometri davanti a me.
Tornando al cibo, devo dire che in generale ho mangiato davvero bene e sempre a prezzi moderati e ampiamente adeguati a quanto avuto a tavola.
Ma c’è un posto in particolare che mi piace segnalare, il ristorante pizzeria Filieri, a Santa Maria al Bagno, nel comune di Nardò. In mattinata avevo chiesto informazioni a Samuel, giovane bagnino del posto. Giovane sì, ma anche piuttosto esperto e disincantato in materia di cibo, tanto da consigliarmi diversi locali, tutti in zona, dettagliando per ciascuno la tipologia di cucina proposta.
Così sono arrivato al ristorante Filieri, scegliendo a caso fra quelli consigliati da Samuel: ambiente piacevole, soffitti alti, arredamento elegante e semplice al tempo stesso, una bella terrazza che traguarda il mare pochi metri oltre la strada. Un posto che mi è piaciuto subito e un po’ mi ha anche stupito, troppo elegante per una pizzeria, avrei detto.
Il primo impatto è stato con un cameriere come vorresti trovarne tanti: cordiale, educato, esauriente, senza alcuna esagerazione, ed estremamente disponibile. E poi efficiente e pronto, ho accertato durante la cena.

Sapevo che la specialità del posto sono i muscoli, le cozze, e dunque, con mia moglie, ho deciso di assaggiarle gratinate e alla tarantina, con cipolla e pomodoro. Una vera squisitezza da mangiare con avidità, tanto è buona, nonostante la porzione non certo “timida”.

Fra i primi abbiamo scelto la calamarata con sugo di pesce e un risotto ai gamberi e limone.
La pasta è eccellente, ben cucinata, con un sugo legato ma non pesante e tanto sapore di pesce: quel che ti aspetti dove il mare è cristallino e a una manciata di chilometri da Gallipoli, porto che vanta una flotta peschereccia ragguardevole.

Se dovessi fare un piccolo appunto, direi che il riso ai gamberi e limone, seppur molto buono, può essere migliorato nella consistenza (forse un minimo asciutto) e leggermente insaporito.

Dopo antipasto e primo abbondanti non sempre si prende altro e infatti ci siamo indirizzati direttamente sul dessert scegliendo lo spumone, dolce tipico salentino. Anche questo è stato una piacevolissima sorpresa. Si tratta di una sorta di gelato, metà al cioccolato e metà alla nocciola, che avvolge un piccolo cuore morbido al pan di spagna o simile. Talvolta l’interno è costituito da un delizioso croccante alle nocciole, ma la sostanza cambia poco poiché questa parte è molto piccola. In ogni caso l’ho trovato davvero ottimo, soprattutto per la qualità del gelato. Questo dessert si presenta con una consistenza piuttosto decisa che però è ciò che volutamente lo caratterizza.

Alla fine di questa cena il conto era di 42 euro, per due persone, con altrettante bottiglie d’acqua.
Talvolta la cifra dice poco, perché ovviamente la priorità va innanzitutto alla qualità del cibo e al servizio. In questo caso, però, il prezzo è assolutamente competitivo rispetto a un cibo che per me aveva quasi dell’impeccabile.

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